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Terminator, cinque condanne. Estorsioni nell’edilizia: ritenuti colpevoli Gentile, Andreoli, Pignataro, Africano e Scofano

Dimezzate le richieste di pena del pm. Assolti Muto jr e l’imprenditore Posteraro


di ROBERTO GRANDINETTI

COSENZA - Si è concluso con cinque condanne e tre assoluzioni il processo a carico di quegli imputati di “Terminator 2”che, in sede di udienza preliminare, avevano deciso di essere giudicati col rito abbreviato. La sentenza è stata emessa nella tarda mattinata di ieri a Catanzaro, dal gup De Girolamo, che ha comminato pene per un totale di 35 anni e 10 mesi di reclusione, a fronte di una richiesta pena, sollecitata dal pm della Dda Raffaella Sforza, di complessivi 116 anni di reclusione.

In sostanza la pubblica accusa aveva chiesto la condanna di sette imputati e una sola assoluzione. A conti fatti, è andata bene alla difesa. Gli imputati in questione, ritenuti appartenenti alle più potenti cosche del Tirreno cosentino (dai Muto di Cetraro ai Gentile di Amantea, passando per i Serpa di Paola) hanno risposto dell’accusa di estorsione, aggravata dall’aver agito col metodo mafioso. Avrebbero preso di mira due imprenditori, chiedendogli la classica tangente per continuare senza problemi i loro lavori di edilizia, concentrati sul Tirreno. Gli accusati in questione rispondevano ai nomi di Tommaso Gentile, 51 anni di Amantea, Luigi Muto, 47 anni di Acquappesa, Domenico Andreoli, 54 di Cetraro, Mario Scofano, 49 di Paola, l'imprenditore Dino Posteraro, 50 di Lago, Giacomino Guido, 42 di Amantea, Antonio Pignataro, 46 di Cetraro, e Guido Africano, 43 di Amantea. Ebbene, ieri Gentile è stato condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione per l’estorsione all’imprendi tore Coccimiglio. Il reato è stato riconosciuto in continuazione con quello di “Ne petia”.

Il pm aveva chiesto 18 anni di reclusione. Andreoli a 8 anni e 4 mesi di reclusione, in continuazione coi processi “Azimu th” e “Godfather” e per l’estorsione all’imprendi -tore. Il pm ne aveva chiesto 20. Africano a 6 anni e 4 mesi, sempre per l’estorsio ne a Coccimiglio e in continuazione con “Nepetia”. La Sforza aveva chiesto la sua condanna a 16 anni di reclusione.

Pignataro è stato condannato a 8 anni e 4 mesi. Il pm ne aveva chiesto 10 di più. E’andata sostanzialmente bene anche a Scofano, condannato a 5 anni e mezzo, a fronte di una richiesta di 16 anni. Tra le assoluzioni spiccano quelle di Luigi Muto, difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno, figlio del presunto boss di Cetraro Francesco, e dell’imprenditore Dino Posteraro, difeso dall’avvocato Marcello Manna. Per il primo (chiamato in causa per le estorsioni agli imprenditori Coccimiglio e Rossi) il pm aveva invece chiesto 16 anni; per il secondo (accusato di aver segnalato ai boss l’impresa di Rossi) 12. Esce pulito da “Termina tor 2”, infine, anche Guido, l’unico per il quale il pm aveva chiesto l’assoluzio ne.

Fonte: Il Quotidiano del 22/04/10 pag. 36
23/04/2010
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