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20/10/2019

 
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Falerna - Stop ai rapporti con Acque Potabili. Dopo un mese di emergenze nasce per protesta un comitato di cittadini

S'interrompe consensualmente il contratto tra il Comune e il gestore del servizio idrico

Falerna - Perdite non riparate della rete idrica comunale provocano da tempo lo svuotamento veloce del serbatoio e la conseguente interruzione dell'erogazione dell'acqua potabile a Falerna Superiore, provocando comprensibili disagi all'utenza. A confermarlo il sindaco Giovanni Costanzo. 

Il primo cittadino sottolinea che le continue e improvvise sospensioni temporanee dell'erogazione idrica, dovute alla necessità di consentire il riempimento del serbatoio, interessa molte abitazioni del capoluogo comunale. In precedenza un disservizio idrico si sarebbe registrato anche nel borgo antico di Castiglione Marittimo. 
Tutto questo mentre il Comune s'è avviato verso lo scioglimento anticipato e consensuale della convenzione trentennale (sarebbe scaduta il 14 febbraio 2021) con la società Acque Potabili, che attualmente gestisce il servizio idrico falernese, dopo che quest'ultima ha comunicato all'ente la volontà di dismissione. Per mercoledì prossimo è previsto un incontro tra l'amministrazione comunale e rappresentanti della società per tentare d'individuare punti su cui basare un accordo tra le parti. 
L'obiettivo dell'amministrazione municipale sembra quello di tornare ad essere titolare della gestione della rete idrica municipale. «Peggio di così non si può fare», ha dichiarato al riguardo il sindaco, riferendosi al tipo di conduzione della stessa in questi anni da parte di Acque Potabili. Mettendo così in risalto le inadempienze nella gestione del servizio in questi anni. 
Intanto monta la protesta dei cittadini per le difficoltà che sono costretti a sopportare a causa delle reiterate interruzioni dell'erogazione d'acqua, peraltro senza essere avvisati in tempo. Il problema ha fatto nascere subito un comitato "Acqua Falerna" per la tutela dell'utenza. In una nota del sodalizio, diffusa da Valentino Cuda, si fa riferimento a «oltre un mese di disagi dovuti alla chiusura improvvisa della rete di distribuzione dell'acqua gestita dalla società Acque Potabili». 
Pare che la problematica si sia imposta in particolare nel periodo natalizio, almeno a detta di Costanzo. «Molti i cittadini sono infuriati», si sottolinea nella nota, «tra cui il sindaco. Che non riesce a capire e a trovare una spiegazione valida non tanto per la chiusura dell'acqua quanto per la mancata informazione della popolazione, chiedendo un incontro urgente con i vertici della società. Oltre al sindaco anche il comitato locale costituito per i referendum chiede spiegazioni alla società». 
Il sodalizio così prosegue: «Abbiamo provato a telefonare alla società "Acque Potabili" più volte, ma spesso e volentieri nemmeno rispondono al telefono. E quando qualcuno risponde ci dice che sta effettuando lavori sulla rete idrica». 
Su quella rete che, a fronte di bollette dalle quali risulta che l'acqua costa un occhio della testa, finora non è stata risanata visto che continuano le perdite, puntualizza il comitato, che sottolinea: «Si tratta di quella rete che conosciamo solo noi cittadini e ch'è ridotta oramai a un colabrodo". 
Lo stesso sodalizio chiede inoltre come sia «possibile chiudere l'acqua senza preavviso da circa un mese. Non si dovrebbe almeno affiggere un pubblico avviso di chiusura? Molti cittadini» , va avanti così, «sono decisi a denunciare l'accaduto. Alcuni fanno notare che la chiusura serale dell'acqua provoca diversi danni alla comunità dal punto di vista della civiltà. Basti pensare solo alle attività commerciali, come i bar, che non possono nemmeno servire un caffè, oppure all'impossibilità di far funzionare nelle abitazioni la lavatrice nella fascia bioraria, quella di risparmio, o al diritto negato di una doccia al ritorno dal lavoro». 
Il sodalizio falernese quindi rileva: «Il processo di ripubblicizzazione dell'acqua, dopo gli specifici referendum, sta mandando in tilt molte società. Ma nello stesso tempo sono tanti i sindaci che rivogliono la gestione del servizio idrico. Il nostro Comune sta intraprendendo studi sulla rete e sulla captazione dell'acqua. Perché sbagliando s'impara. La società Acque Potabili», osserva ancora il comitato, «dovrebbe fornire un servizio e non creare disservizi». 
Il sodalizio, l'amministrazione municipale, la cittadinanza chiedono una «sollecita spiegazione alla società che pecca di professionalità e chiarezza. I problemi non si risolvono con disagi alla popolazione, ma con la giusta informazione sul territorio, ottenendo così la massima cooperazione». 
Intanto il sindaco ha annunciato che domani il Comune affiderà temporaneamente a una ditta l'incarico di apprestare un rimedio che almeno riduca i disagi derivanti dalle perdite della rete idrica.

 

Fonte: Gazzetta del Sud

 

Giovambattista Romano
23/01/2012
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Danilo Ame.

Ad Aiello tra circa 8 anni scade la convenzione Comune-Acque Potabili. Ormai è necessario incominciare a interrogarci se ci si può permettere di rinnovare la stessa convenzione o sarà invece necessario rimboccarsi le maniche e ripartire con una nuova idea. Cosa ne pensate?

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