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Incatenati contro l'avvio dei lavori del mega porto di Diamante

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa pervenutoci in mattinata:

Militanti del movimento ambientalista del tirreno e dell'area antagonista hanno partecipato lunedì 15 marzo ad un azione di incatenamento contro un presunto avvio di lavori del mega porto di Diamante . Una battaglia che il movimento ambientalista porta avanti da ben venti anni per contrastare una politica di sviluppo basata sulla cementificazione delle coste e sulla distruzione di bellezze naturali uniche , protette da specifiche leggi dello stato. E' su questo principio che pende ancora, sulla possibilità di costruzione di questa bruttezza , un ricorso fatto dagli ambientalisti del movimento , al Capo dello Stato in data 29 gennaio 2009 ed accettato dallo stesso e inviato per la discussione al Consiglio di Stato. Nel ricorso si fa presente che tutta l'area è soggetta a diversi vincoli di natura ambientale e proprio per questo nessun progetto potrebbe essere messo in pratica, sia esso, mega, come questo in appalto che un eventuale "piccolo". Ricordiamo agli smemorati che per queste stesse leggi ben due progetti di porto , il porto canale ed il porto Martinez vennero bocciati. Proprio nel rispetto delle leggi vigenti in materia di protezione del paesaggio, la soprintendenza dei beni ambientali di Cosenza nel 2002 bocciò il progetto mega porto e lo stesso fece il Ministero dei Beni Ambientali nel 2002 ed infine il Nucleo di valutazione di impatto ambientale della Regione Calabria nel 2006. Il Consiglio di Stato dovrà valuare le motivizioni che hanno portato ad un cambiamento di pareri nel giro di un solo anno e rivalutare la leggittimità quindi di tutti i pareri positivi dati in seguito. Proprio in attesa di questo parere, si era chiesto alla giunta regionale di centrosinistra ed all'assessore Tripodi, responsabile del demanio e del territorio di sospendere tutte le procedure di avvio dei lavori del mega porto. Cosa che l'assessore Tripodi accolse il 3 marzo del 2009, per poi rimangiarselo in tutta fretta il 23 marzo del 2009. Insomma sono in atto giochi sporchi che vedono grossi interessi in gioco attorno al finanziamento ottenuto dalla regione di 2 milioni di euro. Il comune di Diamante e di conseguenza i cittadini non guadagneranno una sola lira da tutta questa operazione. Il mega progetto ha già tolto ai cittadini i parcheggi della zona corvino , ha già acquistato una grossa sala per costruirvi negozi prospicenti all'area portuale, escludendo di fatto l'intera economia della cittadina, distruggerà la bellezza della scogliera più bella della Calabria. Chiediamo ai cittadini di buon senso: cosa ha spinto negli ultimi venti anni migliaia di turisti verso Diamante, senza che ci fosse un mega porto ma solo un piccolo approdo, peraltro costruito abusivamente, per soli 100 barche ? Evidentemente altro. E di certo, le grandi spiagge che spariranno mangiate dall'erosione che produrrà il mega braccio nel mare, il mare pulito e cristallino che verrà inquinato da 600-700 barche a motore, la bellezza della scogliera visibile dal lungomare che verrà irrimediabilmente coperta da colate di cemento.

Movimento ambientalista del tirreno /area antagonista

16/03/2010
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