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La crisi, a chi fa bene a chi fa male. La crisi economica non ha risvolti negativi del tutto e per tutti. Il caso della Germania

La crisi economica non ha risvolti negativi del tutto e per tutti. Il caso della Germania.

Karlsrhue è una piccola città della Germania di appena 300.000 anime, nel distretto di Baden ai confini con la Francia. Non riveste nessuna importanza particolare, ma in questi giorni gli occhi dell'Europa intera e forse del mondo sono puntati su di essa. La Corte Costituzionale tedesca si riunisce in questa città per discutere di molti ricorsi che cittadini ed istituzioni politiche tedesche hanno presentato contro la politica della Merkel che, secondo costoro, imporrebbe al diligente ed operoso contribuente tedesco di pagare più tasse per aiutare gli scriteriati paesi del sud dell'Europa che si trovano in difficoltà. Per la legge tedesca questo è incostituzionale. Nessuno può imporre ai teschi di pagare per gli altri. Quindi se i ricorsi dovessero avere successo la banca Centrale Europea dovrebbe cambiare politica e magari non dovrebbe più sostenere i titoli di stato dei paesi in difficoltà, tra cui l'Italia. La Germania, si sa, è il maggiore contribuente della Comunità Europea e quindi si può permettere di fare la voce grossa quando si tratta di cacciare soldi.

Ma se facciamo, come sempre, i conti con l'aiuto della calcolatrice da tavolo, ci rendiamo conto che non solo il contribuente tedesco non ha pagato, ma ci ha guadagnato pure. Andiamo con ordine. Nella seconda metà del 2011 il debito italiano subisce un pesante attacco speculativo, lo spread da 200 pbs circa sale a quasi 600 pbs e l'unica cosa che siamo capaci di sentire è la paura e non la ragione. La caduta del governo Berlusconi ed il nuovo governo Monti sembrano calmare le acque, ma i tassi di interesse, per l'Italia rimangono ancora molto elevati rispetto a quelli tedeschi. Addirittura la gente comincia a pensare che potrebbe essere proprio la moneta europea a dover crollare. Quando la paura si impossessa delle masse non ci sono misure che tengono. Agli inizi del 2012 moltissimi pensano che l'euro abbia pochi mesi di vita ed allora il discorso diventa semplice. Se si dovesse tornare alle vecchie monete nazionali la più conveniente sarebbe il marco tedesco. Quindi fiumi di miliardi si riversano in Germania per comprare il debito tedesco che non elargisce alcun interesse, quando non da interessi negativi. Ma non ha importanza, la gente vuole comprare la tranquillità e per questo è disposta a pagare. In più tutti pensano che l'eventuale marco tedesco si rivaluterebbe di molto rispetto alle altre valute europee e quindi si ritiene che i soldi stiano ben messi in Germania. Anche se siamo in piena fantaeconomia e fantapolitica la gente ( in massa ) ha creduto a questo e si sa che se un pensiero si impossessa delle masse non è più una entità astratta, ma diventa una forza reale. Infatti sciocchezze si pensavano e soldi veri si muovevano e noi dobbiamo rincorrere quelli e non le chiacchiere. In tutto questo turbillon di interessi non pagati quanto hanno guadagnato i signori teschi? Facciamo fare i conti agli stessi tedeschi. L'autorevolissimo IFW di Kiel ( è un istituto che studia i problemi economici ), valuta che l'abbassamento dei tassi di interesse in Germania ha fruttato alle casse dello stato circa 80 miliardi di euro che, dopo l'ultimo ed ulteriore abbassamento dei tassi disposto da Draghi circa un mese fa potrebbe portare il risparmio tedesco a 100 miliardi di euro ( e non sono noccioline ). Chi sostiene tutto ciò è Jens Boysen-Hogrefe, una delle menti più lucide della Germania in politica economica e ritiene ancora che la fuga verso il Bund valga un quarto o un quinto del risparmio complessivo del calo dei rendimenti: 2 miliardi di euro su 10 nel 2012, 3 miliardi su 13 nel 2013. Di più, secondo la grande società assicurativa e finanziaria Allianz, i calcoli effettuati dall'istituto di Kiel sono da intendersi per difetto ed il vantaggio tedesco sarebbe ancora più consistente. Inoltre, secondo Allianz, bisogna considerare il fatto che, per effetto della crisi l'euro si è deprezzato di un buon 10%. Questo ha fatto si che le esportazioni tedesche potessero aumentare di un buon 5% che si traduce in un aumento del PIL tedesco dell'1,25%. Considerando che il PIL tedesco supera di poco i 3.600 miliardi, con le esportazioni, la Germana guadagna 45 miliardi di euro. Ecco perchè la calcolatrice da tavolo può fare decidere sulla costituzionalità o meno di certe politiche. Speriamo che la Corte tedesca ne abbia una.

Eugenio Medaglia

12 giugno 2013. eugeniomedaglia@gmail.com

Eugenio Medaglia
13/06/2013
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