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Il nodo europeo. Ce la farà Monti a portare i falchi europei su posizioni più morbide?

All'improvviso il Presidente Monti è volato a Bruxelles. Ufficialmente ha dichiarato che lui ha due case una a Roma ed un'altra a Bruxel quindi è del tutto normale che la vada ad abitare. Ma nessun osservatore cade in questa ingenuità e sappiamo benissimo che è volato nel cuore dell'Europa per preparare il decisivo incontro con Grmania e Francia e che deciderà le sorti dell'Italia, dell'Europa e forse anche dell'euro. Cerchiamo di vedere semplicemente quali sono i nodi che verranno al pettine e cosa vogliono i vari partenrs.

Nel famoso incontro del 9 dicembre 2011 conclusosi con un nulla di fatto e che quindi ci è costato come spreed qualche decina di miliardi, una cosa chiara è venuta fuori. I paesi dell'eurozona che hanno un debito pubblico superiore al 60% rispetto al loro PIL devono impegnarsi nella riduzione di tale debito nella misura di un ventesimo ogni anno. A questo punto i conti sono facili. Poichè il nostro debito è del 120% rispetto al PIL, per arrivare alla soglia del 60% ci servono dieci anni tondi tondi ( 1/20 x 10 = 1/2 per chi non conosce l'aritmetica ) delle usate lacrime e sangue. Per essere ancora più drastico avremo bisogno di una purga di 40 miliardi ogni anno. Abbiamo noi tutte queste lacrime? Secondo Monti no. Ecco il motivo del viaggio. L'Italia proporrà di addolcire il conteggio del debito considerando sia il grande risparmio privato degli italiani e sia la più forte capacità nostra di sopportare la spesa pensionistica. A dire il vero le stesse cose aveva già provato a chiederle Tremonti, ma ai suoi tempi ( come corre la soria! ) il conto economico non era a posto e la nostra credibilità era schiacciata come la marmellata ( ricordiamoci dei sarcastici sorrisetti ). ora le cose sono cambiate e Monti userà questa strategia. In primo luogo cercherà di accattivarsi le simpatie e l'appoggio di Spagna, Portogallo, Grecia e Belgio che si trovano in condizioni simili alla nostra. Forte di questa compagnia passerà a cercare di addolcire i falchi di Germania, Olanda, Austria e Finlandia, duri puri ed intransigenti come solo i nordici sanno essere. Ma dove sta la Francia? Con i piedi è calata completamente nel sud Europa e precisamente nel Mediterraneo nel senso che il suo conto economico, l'organizzazione burocratica, il lavoro e l'inflazione non la fanno discostare molto dall'Italia. Ma se i piedi sono qua la testa è a Berlino.Il Presidente è già in piena campagna elettorale per le prossime elezioni presidenziali e gli serve presentare una forte immagine di se non mostrando segni di cedimentodi fronte soprattutto al partner tedesco. La paura di perdere la tripla A come rating accompagnata alla possibilità concreta che possa essere persa da un giorno all'altro, gioca molto sulla duplicità francese.

Sicuramente a Monti gli servirà una buona dose di diplomazia ed una abilità non da poco per convincere i falchi a tenersi le colombe senza sbranarle. Il nodo è cruciale e ne va veramente del nostro futuro. Al di la della retorica, è solo dopo questo passaggio che sapremo se siamo stati salvati o abbandonati.

05 gennaio 2012.

Eugenio Medaglia
eugeniomedaglia@yahoo.it

07/01/2012
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