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Il teatrino delle primarie del PD

da: Serendipity, rubrica di Danilo Amendola

E' fondamentale ricercare il cambiamento vero mentre le primarie sono utilizzate come strumento per la continuità.

PRIMARIE PD - Una notizia al quanto divertente è quella uscita qualche ora fa su Il Fatto Quotidiano, il quale mette in evidenza la doppiezza degli atteggiamenti del PD - "Nessuno parli con chi è domiciliato alle Cayman", diceva Bersani in polemica con Renzi. Ma basta registrarsi sul sito per scoprire che il voto off-shore è benaccetto (e che Renzi può tranquillamente essere un ministro del dell'eventuale governo Bersani).

Sembra che oggi si sia raggiunto il traguardo di 500 mila iscritti alle primarie del PD, tra le polemiche e i calci negli stinchi con le accuse reciproche di aver speso milioni per la campagna elettorale. Nel frattempo in questi giorni sono nati "comitati elettorali" locali un po' da tutte le parti, qui e là, anche ad Aiello (vedi qui). Addirittura, nel nostro comune, anche le Istituzioni diventano comitati politici per le primarie, e i loro siti web ufficiali gli organi di stampa (e propaganda) dei propri beniamini. Non vorremmo ci si confondesse con gli "uffici elettorali" ufficiali, che verranno aperti nella prossima primavera: quelli sono un'altra cosa, molto più seria, nella quale si sceglierà con meno ipocrisia se continuare le politiche del governo Monti (magari in salsa Pd) oppure no.

Il teatrino delle primarie sembra ormai piacere molto, non solo nel PD, ma soprattutto nel centro destra, il quale sembra non voglia rimanere indietro ed anch'esso istituirà il suo. Nel frattempo gli studenti ed i cittadini che protestano in piazza vengono malmenati da forze dell'ordine che troppo spesso abusano del loro potere e violano il loro dovere, ancora non riconoscibili con un numero di matricola sulla divisa (come invece avviene in altri paesi). La crisi è stata trasformata in un ignobile pretesto per restringere i diritti sociali dei molti a favore di pochi. Oggi l'esigenza fondamentale è quindi quella di ricercare il cambiamento vero, quello che nelle primarie non c'è, escluso il tentativo di rivendere il vecchio come nuovo. Oggi come non mai è necessario che i cittadini si facciano promotori politici di se stessi, che eleggano in Parlamento rappresentanti non marionette al servizio dei poteri forti e che individuino l'unico reale spartiacque politico: la continuazione delle politiche di austerity che colpiscono solo le fasce più deboli, insieme alla distruzione del welfare, dei diritti e dell'istruzione pubblica; oppure la cancellazione del fiscal compact, il ripristino dell'articolo 18 contro i licenziamenti senza giusta causa e la rivendicazione di far pagare il disastro finanziario a chi realmente lo ha provocato. Continuiamo ad essere complici dell’infamia sociale e civile verso un intero popolo o rompiamo con chi la sta producendo, Monti e i partiti che lo sostengono?

Danilo Amendola
18/11/2012
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