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15/09/2019

 
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Papa a Lamezia. UAAR: Un papa carissimo

COMUNICATO  - In tempi di crisi economica globale, di stati sull'orlo della bancarotta e di ingenti tagli del governo Berlusconi alle risorse destinate agli enti locali, circa due milioni di euro sono stati deliberati d'urgenza per l'organizzazione della visita a Lamezia Terme del capo della chiesa cattolica. Per l'esattezza 1 milione 340 mila stanziati dal comune di Lamezia Terme e 600 mila euro deliberati dalla Provincia di Catanzaro e dalla Regione Calabria. A ciò va aggiunta l'area, in pieno piano API, offerta gratuitamente alla curia per la costruzione della nuova cattedrale e per la realizzazione di edifici privati proprietà della Chiesa.

Ma se quest'ultima certamente non ha bisogno di tali elargizioni milionarie perché già ricolma di ingenti risorse pubbliche che ogni anno le vengono destinate dalle tasse degli italiani (che le pagano), ne avrebbero ben bisogno, invece, i cittadini di questa martoriata regione. Per questo chiediamo ai nostri amministratori perché tutto questo denaro pubblico non sia stato utilizzato per migliorare le pessime condizioni sociali in cui versano i cittadini? Eppure le emergenze sarebbero tante: adeguamento e risanamento delle scuole, creazione di nuovi posti di lavoro, sostegno al reddito con il salario sociale ai disoccupati e ai giovani, sostegno ai disabili e agli studenti, sostegno alle pensioni minime, sostegno per i costi sanitari, abitazioni per le fasce meno abbienti ecc...
Scegliendo di bruciare due milioni di euro per un evento di poche ore, ancora una volta i nostri governanti hanno dato prova di essere solerti solo quando c'è in gioco l'interesse della Chiesa cattolica insieme alla quale alimentano e cavalcano il più ipocrita populismo scenografico esteriore, bigotto e antisociale che al di là delle celebrazioni mediatiche lascerà alla nostra terra, inevitabilmente, ancor più ingiustizia e desolazione.

Ma la responsabilità sarà anche di tutti quei calabresi che magari protestano per le condizioni disastrate in cui vivono e fanno crescere i loro figli, ma che adesso, invece, fingono di non vedere. Applaudiranno alle parole di circostanza del pontefice; acquisteranno cappellini, tazze e magliette dell'encomiabile merchandising ufficiale. Encomiabili i soli 150 mila euro stanziati dalla curia; ineccepibile la sincera dichiarazione del vescovo di Lamezia Luigi Cantafora: "Il gesto della visita del Santo Padre è eloquente. Viene a visitare la nostra povertà".

Comitato Spontaneo per una città laica - Lamezia  /
Uaar (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) - Cosenza

cosenza@uaar.it

09/10/2011
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Ernesto C.

Premesso che non sono ateo(ma mi riconosco nello Stato laico) quanto scritto nell'articolo,però,lo condivido. Che il Santo Padre venga a portare la sua parola in Calabria,terra povera e disastrata(cosi almeno si dice!)è certamente cosa utile mentre è "commerciale" che vengano spesi tanti soldi in favore di uno "stato estero" già di suo molto ricco.Ma è un discorso lungo.. Solo un episodio: quando abitavo in Friuli Venezia Giulia(Pordenone) fù prevista la visita dell'allora Papa con al seguito tantissimi accompagnatori.Dallo Stato Vaticano furono richiesti svariati milioni(ca.180 s.e.)per assicurare la presenza.Ebbene,l'offerta fù solo meno della metà altrimenti la visita poteva "aspettare".Infatti,aspettò.!!!

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