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La Calabria pattumiera d’Italia… ma solo i pazzi lo scrivono!

camiciadiforzaMa si, facciamo i giornalisti come conviene fare, senza pestare i piedi a nessuno e comunque senza parlare male della Calabria. Oramai nella nostra terra, le notizie si danno solo per fare qualche scoop della settimana in concorrenza con qualche altro quotidiano o per compiacere un politico contro un altro politico, o per leccare un magistrato che fa il rompiscatole solo per essere trasferito dalla Calabria in altra sede, o servire un Gran maestro muratore, che non si sa mai, o anche un vescovo e perché nò, come cantava Jannacci, un Imperatore, restano solo loro. Mia nonna, mi ripeteva sempre di non dire cose malevoli sulle persone e sulle cose, avevo questo vizio sin da piccolo, e quando io le chiedevo perché, dal momento che le cose andavano male, lei rispondeva, perché " para brutto". Davanti ai Re, nel medioevo, solo i giullari avevano il coraggio di dire le cose brutte, e se il re non rideva , gli veniva tagliata la testa. Oggi le cose solo i pazzi le possono dire. Io per non sbagliare, perché appunto, mi "para brutto" sono andato a Nocera Inferiore, dove ancora nell'ultimo manicomio d'Italia, ancora aperto, nonostante la legge Basaglia, vive rinchiuso da oltre venti anni, un giornalista, dichiarato pazzo. Questo giornalista, che da qui in avanti, chiamerò solo, "pazzo", ebbene questo pazzo, è convinto di conoscere le cose della Calabria e ne spara a raffica contro noi calabresi, dicendo cose non veritiere, cose vomitevoli, cose appunto pazzesche. Questo pazzo, del quale non rivelerò il suo nome, sostiene che nella nostra Calabria ci siano sotterrati rifiuti tossici ovunque, e che nel governo , in questo governo, tutti ne siano a conoscenza e ne tacciono.

Addirittura questo pazzo, non so come abbia fatto, ha citato una recente dichiarazione del governatore del Veneto pubblicata dal Corriere del Veneto (inserto del Corriere della Sera) il 6 maggio 2010. Ebbene il nuovo governatore della Regione Veneto, l'ex ministro dell'agricoltura Luca Zaia, nella sue sparate antimeridionaliste ha detto smentendo la ministra dell'ambiente Prestigiacomo , che " ci sono territori, in questo paese, che vivono al di sopra dei propri mezzi, che non fanno funzionare la sanità,, che affidano alla criminalità organizzata l'unica forma di sicurezza conosciuta, cioè il pizzo, che fanno pagare anche il 500% in più un chilometro di autostrada, che scaricano in mare i rifiuti tossici". Che anche Zaia non stia bene con la testa ? Giustamente ai nostri giornalisti è "paruto brutto" riferire una notizia del genere, ed io, questa notizia la devo conoscere attraverso un pazzo, piuttosto che ritrovarla in una agenzia stampa, delle tante che circolano nella nostra regione. A proposito di veleni questo pazzo mi riferisce che ci sarà un monitoraggio delle acque del mare tirreno. Che questo monitoraggio lo farà l'Arpacal , insieme alla capitaneria di Porto di Vibo e che questo monitoraggio servirà a scoprire l'eventuale presenza di radionuclidi artificiali e metalli pesanti. Possibile che si faccia una cosa del genere ? Io non ci credo, e nemmeno ci crederà la Ministro Prestigiacomo che solo qualche mese fa ha escluso la presenza di navi dei veleni e radioattive nel mare di Cetraro. Lo hanno escluso tutti, anche il sindaco di Cetraro , Giuseppe Aieta, grande rassicuratore, e se lo dice un sindaco bisogna credergli. Allora perché l'Arpacal e la Capitaneria di Porto di Vibo mettono in moto una ricerca simile ? Per dire che non c'è niente evidentemente, altrimenti perchè la farebbero ? Potrebbero alimentare dubbi ai pochi turisti che sceglieranno di venire giù in Calabria questa estate. Come ha giustamente detto il Presidente dell'UnionCamere della Calabria , tale Fortunato Roberto Salerno, a proposito delle navi dei veleni, "il rischio che si corre è di prestare il braccio a chi intende avviare operazioni ad hoc per allontanare i turisti dalla nostra regione e dirottarli verso altri lidi ". Insomma il solito complotto che ogni anno gli operatori turistici dell'Emilia Romagna mettono in atto, sabotando i nostri depuratori, facendo scaricare i liquami a mare dai campeggi senza fogna, facendo costruire albergoni in cemento armato sulle nostre spiagge, e cosa grave facendo ammazzare gente in continuazione nella locride e nella piana di Gioia Tauro. Sono gli emiliani che uccidono e che foraggiano questi assassini. Questo giornalista pazzo,invece sostiene che tutto questo non sia vero e che ad ammazzare questa gente non sono i padani ma un organizzazione infiltrata da anni nelle nostre istituzioni che si fa chiamare ‘ndrangheta e che sempre secondo questo pazzo, non io che scrivo, avrebbe protezioni in settori della magistratura, nella massoneria, nella politica regionale fino a quella più piccola dei comuni.

Questo pazzo sostiene che dietro i finanziamenti di nuove centrali in Calabria ci sia sempre la ndrangheta con gli appalti ed i sub appalti e che ci sia un giro di mazzette enormi per ottenere autorizzazioni. Per esempio, questo pazzo sostiene che la centrale a biomasse che vogliono costruire a Panettieri, un tranquillo paesino sconosciuto immerso nel verde Reventino e della Presila, serva solo agli interessi di poche persone . Lui dice che ci saranno problemi riguardo alle reali possibilità di approvvigionamento del combustibile; al traffico dei pesanti mezzi usati per il trasporto; alle ingenti quantità d'acqua necessarie per il loro funzionamento (200.000 m3 annui); alle risorse naturalistiche e paesaggistiche dell'intero territorio; alle emissioni inquinanti rilasciate in atmosfera che, complessivamente, come è facile intuire, più che un solo Comune, possono investire un intero comprensorio; ai danni provocati all'occupazione ed alle attività economiche (turismo ed ospitalità, agricoltura di qualità, prodotti tipici, raccolta frutti del bosco e sottobosco). Questo pazzo sostiene che nello specifico, una centrale di queste dimensioni, se realizzata, oltre a porre dei problemi seri riguardanti l'approvvigionamento della biomassa, non reperibile in zona nelle grandi quantità annue previste, (circa 130.000 tonnellate annue dichiarate), in ogni caso comporterebbe la totale destinazione del patrimonio boschivo del nostro comprensorio per i suoi consumi, con un evidente uso improprio della risorsa bosco con la conseguenza di provocare la distruzione del patrimonio naturalistico e del paesaggio fortemente tutelato dalla Costituzione Italiana (art. 9).

La devastazione di questa risorsa paesaggistica e naturalistica, secondo questo pazzo, provocherebbe anche un danno alle attività economiche che fondano la propria capacità attrattiva sulla bellezza del nostro territorio montano, dove operano numerosi alberghi, ristoranti, agriturismi, bed & breakfast ecc. e quindi all'occupazione nel settore.
E poi ci sarebbero danni per la salute provocato dalla nocività delle emissioni prodotte da questo tipo di impianti.Questi stessi problemi il pazzo me li indica sia per la centrale che l'Enel vorrebbe attivare sul Mercure nel territorio di Laino Borgo al confine con la Basilicata ed in pieno Parco del Pollino, che a Rossano e Saline Joniche dove addirittura vorrebbe trasformare le centrali esistenti in centrali a Carbone. Quando mi parla di queste cosiddette conversioni, il pazzo, si mette quasi ad urlare. Si alza e cerca di togliersi la camicia di forza, urlando. Accorre l'infermiere di guardia. L'unico infermiere di guardia, che ben conosce gli atteggiamenti pericolosi del pazzo. Io mi alzo dal lettino dove stavo seduto, forse mi ero messo troppo vicino a lui e mi avvicino istintivamente vicino alla porta imbottita, dove spesso il pazzo si lancia a testa bassa . Ma alla vista dell'infermiere il pazzo si calma subito. Sa che sono botte e siringhe calmanti. Sa che se urla ancora , l'infermiere mi farebbe uscire e , il pazzo perderebbe l'unica occasione di essere ascoltato da qualcuno proveniente da fuori. Io cerco di tranquillizzarlo cercando di dargli ragione e calmarlo. Gli dico, che in effetti queste centrali hanno una forte opposizione popolare e che ci sono manifestazioni in tutta la Calabria per fermare questi progetti. Gli spiego che anche la Provincia di Cosenza oltre che i comuni della sibaritide, sono contrari a questo carbone e che difficilmente questi progetti potranno mai essere valorizzati.

Ma questo pazzo non vuole sentire ragione di nulla. Vuole parlare lui e basta e urla. Ora addirittura mi dice di aver saputo con certezza che esiste un luogo lungo la strada dei Due Mari, per Catanzaro, tra il centro commerciale e il cementificio di Vincenzo Speziali , pieno di rifiuti tossici, dal quale si alzano colonne di fumo oltre che odori nauseabondi. Mi dice che prima vi era una fabbrica chiamata SETECO e che ora risulta chiusa ed abbandonata. La Seteco, mi dice il pazzo, mentre io ancora mi chiedo come faccia a sapere di queste cose, stando chiuso da anni qui dentro, è una fabbrica che si trova nel territorio di Marcellinara sulla Strada dei due Mari. Produceva fertilizzanti. E' stata posta sotto sequestro il 27 novembre 2006, su disposizione della Procura di Catanzaro - perché i rifiuti organici prodotti dalla lavorazione di concimi biologici sarebbero stati sotterrati in una collinetta all'uopo e abusivamente sbancata -. Venne dissequestrata e di nuovo sequestrata lo scorso 22 gennaio. Non perché il primo provvedimento non fosse arrivato a destinazione ma perché gli è stata poi concessa una proroga di attività per "smaltire" tutto il materiale ivi presente. Ma questo materiale è stato smaltito ? E dove è finito ? nessuno lo sa. Il pazzo mi chiede di indagare e addirittura vorrebbe essere portato sul posto. L'infermiere mi fa cenno di dire di si, giusto per tranquillizzarlo, ma io non me la sento di dirgli una bugia così evidente. Il pazzo starà lì per molto tempo ancora. Non può andare in giro a diffondere notizie che potrebbero spaventare la gente, e soprattutto far scappare i turisti. Ora in questo periodo di crisi nessuno può permettersi di dire queste cose e bisogna tenersi tutto quello che ci arriva da fuori. Ma il pazzo non vuole finirla e continua a parlare. Ora mi parla di rifiuti tossici. Sa che il 13 luglio inizierà presso il Tribunale di Paola un processo per gli operai della Marlane di Praia, decimati a centinaia da tumori di ogni specie a causa dei coloranti che venivano usati per la coloritura delle divise dell'esercito italiano.

Il pazzo sostiene che addirittura nelle terre attorno alla fabbrica vi siano sotterrati tanti altri rifiuti. Che addirittura tantissimi rifiuti sono stati messi in un luogo dove poi sopra vi è stato costruito un capannone in cemento armato. Quello che è stato trovato, mi dice, è una minima parte dei rifiuti tossici sotterrati e che bisognerebbe abbattere il capannone per trovare il grosso. Ma chi crederebbe ad una storia del genere gli dico. Possibile che la Marzotto , che è una ditta seria, ad alto livello, con gente seria ed istruita possa aver pensato e messo in atto una cosa del genere ? In mezzo al paese poi ? mettendo a rischio tutta la popolazione praiese ? Il pazzo si infuria e mi dice che lo stesso lo hanno fatto a Crotone con i rifiuti della Pertusola trasformati in cubilot e usati per costruirvi case, scuole, ospedali , piazzali della stessa polizia . Inquinando ed uccidendo bambini e persone che abitano in quelle palazzine. E non è forse successo anche ad Amantea lungo il fiume Oliva, mi spiega. Anche lì lui è sicuro che vi siano stati sotterrati rifiuti provenienti dalla Jolly Rosso. Quella nave spiaggiata il 14 dicembre del 1990. Te lo ricordi, mi dice ? Dove è finito il materiale che vi era dentro ? perché l'hanno smantellata subito ? perché non hanno permesso che si facessero i dovuti rilievi ? cerco di fargli capire che quella inchiesta è stata archiviata per ben due volte. Da due bravi ed onesti magistrati, ma non c'è niente da fare con questo qui. Mi sta facendo girare la testa per questo fiume continuo di parole. Ci vogliono documenti gli dico, non basta scrivere. Poi ci querelano per diffamazione. In Calabria non si uccide solo con le pallottole, ma anche con la querela. Con la richiesta di milioni di euro in cause civili. I giornalisti hanno più paura delle querele che delle pallottole. E' per questo che non scrivono di queste cose. Perché chi fa queste cose, la prima cosa fa sparire le prove. In questo sono bravi . E' qui l'intreccio fra massoneria,politica e magistratura. E' qui il potere. Il pazzo sembra calmarsi e mi dice subito di ricordare la ferrite di zinco nel cassanese. Le prove di chi è il responsabile ci sono mi dice. Ma non si vuole procedere perché tutto adesso è prescritto e non possiamo parlare di quelle persone che sono state responsabili di questo omicidio di massa. Centinaia di persone nel cassanese vengono colpiti ogni anno da tumori di ogni tipo. E vicino vorrebbero ora costruire una centrale nucleare. In piena zona sismica. Non li ferma nessuno mi dice il pazzo e comincia davvero a spaventarmi adesso. Mi sputa fuori storie elettromagnetiche a non finire. Mi parla dell'elettrodotto di Montalto che arriva fino a Rizziconi e che taglia la Calabria in due e che porta morte e distruzione ovunque. Mi parla del Ponte sullo Stretto e della ndrangheta che vuole a tutti i costi iniziare a costruire i piloni anche se poi il ponte non si farà. Sono esausto.

Non ce la faccio più a scrivere, mi gira la testa. Il pazzo capisce il mio momento di debolezza e continua a sfinirmi con i suoi racconti urlati. Hai seguito la vicenda dei tumori a Paola ? mi fa . Lo sai che esisteva una centralina elettrica costruita all'interno di un quartiere che ha mietuto fino ad ora decine e decine di vittime ? Lo sai che ha sterminato una famiglia intera ? Lo sai che non si è mai svolto un processo e che nonostante le denunce questi della centralina se la sono cavata ? Lo sai che c'è un posto in Calabria a pochi chilometri da noi che si chiama Monte Mancuso dove esiste una base militare dove nessuno può entrare nonostante che tutti gli impianti radar siano stati da tempo dismessi ? perché non vai lì sopra mi dice ? perché come giornalista, che dici di essere , non formi un gruppo di persone e ci andate sopra e andate a vedere cosa c'è dentro ? Avete paura ? Mi dice. Non siete giornalisti voi, siete solo scribacchini, che scrivete solo di matrimoni, di gattini che rimangono impigliati sugli alberi e di incidenti stradali, urla. Sono molto depresso da queste parole. La testa continua a girarmi. Ora vorrei uscire. Ma l'infermiere mi sbarra la strada. Mi dice di calmarmi. Ma io comincio ad urlare. Chiedo di andarmene. E lui mi prende forte dalle braccia.
Comincia ad urlare contro di me, io cerco di dimenarmi ma le forze mi calano sempre di più. Mi volto verso il pazzo, ma non lo vedo più, mi giro alla ricerca forsennata di questa persona, urlo all'infermiere di dirmi dove è andato, e l'infermiere mi urla, che non c'è nessuno, che non c'è mai stato nessuno e che in quella cella c'ero solo io, ci sono sempre stato solo e solamente io.

su Mezzoeuro del 26 giugno 2010

di F. Cirillo
28/06/2010
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