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Riprese del Consiglio comunale: autorizzazione negata

Primo consiglio comunalePer compiere al meglio il nostro servizio di informazione, avevamo chiesto al sindaco Iacucci, attraverso formale richiesta, l'autorizzazione a riprendere il Consiglio comunale tenutosi ieri presso la Pretura.

Il Consiglio è pubblico, ma evidentemente non troppo, giacché l'autorizzazione ci è stata perentoriamente negata.
«Hai ricevuto alcuna risposta alla tua richiesta? Allora l'autorizzazione non c'è l'hai!»

Queste le parole ricevute dal neo eletto Sindaco che ha liquidato in quattro e quattr'otto la nostra legittima istanza.
Lasciamo ai lettori fare le proprie considerazioni su un tale atteggiamento, che va al di là, in senso opposto, alle logiche di trasparenza che una istituzione dovrebbe tenere.

Se avessimo potuto riprendere i lavori, i nostri visitatori avrebbero anche avuto modo di conoscere, oltre che la pubblicità gratuita, la critica serrata mossa dai banchi di maggioranza verso questo sito, i suo amministratori e verso le notizie che offre.

«Si mostra un'immagine negativa del Paese» ha chiosato il sindaco Iacucci. Parole che a noi ci ricordano un vago e inaspettato sapore berlusconiano. Con Berlusconi e con Iacucci, la replica non può che essere la stessa:
non può essere di nostra responsabilità l'immagine che le istituzioni danno del paese. Noi informiamo, nel bene e nel male e ci piacerebbe certamente mostrare cose positive e di vanto. Ma questo, ripetiamo, non dipende da noi.

Fiduciosi, crediamo ancora che l'informazione sia un valore da difendere, e una garanzia per chi non ha niente da nascondere. Per questo è gia pronta un'altra richiesta di videoripresa che puntualmente presenteremo al sindaco alla vigilia del prossimo pubblico Consiglio.

 

Danilo Amendola
28/06/2009
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7 commenti.

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circa il commento del Sig.Danilo Amendola(coerente e corretto)si potrebbe pensare che il sindaco(peraltro abituato alle riprese ed ai microfoni) ad Aiello ha negato le riprese e le registrazioni in quanto sapeva benissimo ciò che avrebbe detto(ed infatti ha detto cose anche pesanti-vedi censura sito-)per cui non voleva essere registrato.Se il consiglio si fosse tenuto a Patricello(suo vero regno) avrebbe certo acconsentito.Di Aiello paese a lui importa poco.Ancora una volta non l'hanno capito alcuni " Aiellesi".


@ "willer 08/07/2009 14.35" - concordo pienamente... il loro FIME E' PROTEGGERE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE I LORO interessi particolari... ed dividere il paese TRATTANDO COME PERSONE DI SERIE B chi non l'ha votati , facendo discriminazioni anche a livello di una semplice carta chiesta al comune, solo perchè un cittadino non condivide questo modo di amministrare e governare e meno male CHE IL SINDACO DEVE ESSERE DI TUTTI.. e tutelare tutti, non perseguitare chi non lo vota. oRMAI SIAMO STANCHI DI QUESTO MODO DI FARE E DI AGIRE, i cittadini sono tutti uguali e non diversi a secondo di dove si vota. VI DOVETE SOLO VERGOGNARE SINDACO E GIUNTA


il problema,caro Temesino,non è la libertà di stampa o altro:Il vero problema(ma possibile che è tanto difficile capirlo?)è che la nuova giunta capeggiata dal nuovo sindaco !!!(si fa cosi per dire) non vuole ne governare nè tantomeno dialogare.VUOLE SOLO COMANDARE stop.Solo una sana opposizione -al momento- può impedirlo.Al resto si penserà dopo.


Non tanto tempo fa' ho visto su TEN le riprese del consiglio provinciale ,presidente il buon oliverio ,che in questo caso Franco non ha imitato.Propongo di far fare mozione con risposta scritta da parte della minoranza.


Segnalo, a beneficio dei lettori e per apportare elementi alla questione trattata nell'articolo, il seguente scritto tratto dal Blog "Grillo per Villafranca". *** Videoriprese del consiglio comunale di Vigasio: proviamo a spiegarci meglio By carloreggiani AGGIORNAMENTO (04/03/2009): articolo su L’Arena AL Segretario comunale di Vigasio Al signor Sindaco di Vigasio p.c. Al signor Prefetto della Provincia di Verona Oggetto: richiesta di poter filmare le sedute del consiglio comunale In riferimento alla vs lettera di risposta ( prot. N. 12.102/11.582 del 30 agosto 2008 ) ad una nostra richiesta di poter video riprendere gratuitamente le sedute del consigli comunale di Vigasio avanzata il 28/07/2008, nella quale il sindaco Daniela Contri scrive testualmente: “In riscontro alla sua richiesta menzionata in oggetto, rappresento che sussistono difficoltà tecnico logistiche e spese per allestire il collegamento ad internet in sala consigliare. Nel merito a mio modo di vedere, le controindicazioni sono prevalenti sui vantaggi prevedibili. Anzitutto per il principio di cittadinanza attiva occorre che il cittadino se davvero interessato, faccia il sacrificio di recarsi in Comune, ad assistere dal vivo al consiglio comunale. Peraltro gli orari sono sempre fissati in ore serali o nella mattinata di sabato, quindi comodi per la cittadinanza. Inoltre ai fini della normativa sulla privacy, occorrerebbe preavvisare idoneamente i cittadini della possibilità di essere videoripresi e trasmessi. In proposito temo che tra quelle poche persone di solito presenti alle sedute qualcuna non si senta a proprio agio o sia comunque infastidita dalla possibilità di essere ripresa e rinunci ad assistere. Senza dire che vari consiglieri potrebbero essere intimiditi dalla nuova situazione e indotto a non intervenire, oppure a non esprimersi più liberamente. In tal modo si avrebbe un doppio danno: meno pubblico e meno interventi, nel mentre le decisioni consiliari dovrebbero alimentarsi proprio con un ampio e sereno dibattito. Pertanto, dopo aver formulato e condiviso con la giunta le valutazioni di cui sopra Non concedo l’autorizzazione richiesta.” A nome del gruppo Amici di Beppe Grillo di Villafranca, nonostante il diniego, riformuliamo la richiesta di poter video riprendere le sedute del consiglio comunale di Vigasio, fornendo i seguenti chiarimenti e garanzie: 1) Non viene richiesto nessun onere al comune, in quanto il gruppo è dotato di attrezzature professionale, nemmeno i costi di accesso ad internet in quanto vengono usati sistemi di connessione senza fili ed abbonamento alla rete Internet autonomi 2) La cittadinanza andrebbe preventivamente avvisata con dei cartelli appesi all’ingresso, che la seduta è videoripresa, come si fa abitualmente nel comune di Villafranca; questa pratica non ha incontrato nessuna protesta poiché di fatto il pubblico non viene mai ripreso, limitandoci esclusivamente a riprendere i componenti del consiglio, o meglio ciascuno dei componenti al momento di intervenire nel dibattito. 3) A tal proposito il Garante per la privacy è intervenuto con proprio parere l’11 marzo 2002, nel quale si evidenzia quanto segue. Sì ai consigli comunali in tv Sì alle riprese e alla diffusione televisiva delle riunioni del consiglio comunale, anche al di fuori dell’ambito locale e con le opinioni e i commenti del giornalista, purché i presenti siano stati debitamente informati dell’esistenza delle telecamere e della successiva diffusione delle immagini. Va comunque osservata una particolare cautela per prevenire l’indebita divulgazione di dati sensibili e si deve in ogni caso evitare di diffondere informazioni sulle condizioni di salute. Lo ha ricordato il Garante rispondendo al quesito di un Comune sulla possibilità di pubblicizzare le sedute del consiglio attraverso una televisione locale. Nel parere l’Autorità ha ripercorso alcuni aspetti del complesso quadro normativo che disciplina la tutela della privacy da parte delle pubbliche amministrazioni. I soggetti pubblici possono trattare e diffondere dati personali senza dover acquisire il consenso degli interessati, purché esista una legge o un regolamento che glielo consenta. La legge sulla privacy li autorizza, inoltre, a trattare alcuni dati sensibili (ad esempio le opinioni espresse dai consiglieri durante le sedute) nei limiti in cui ciò risulti necessario ad assicurare la pubblicità dell’attività istituzionale, fermo restando il divieto di divulgare informazioni sullo stato di salute. Pubblicità di atti e sedute consiliari che è espressamente garantita dal testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (d.lg. n.267/2000), il quale demanda al regolamento comunale l’introduzione di eventuali limiti. Proprio questa fonte normativa, a parere del Garante, può costituire la sede idonea a disciplinare modalità e limiti di pubblicità delle sedute, comprese le eventuali riprese televisive. E’ nel regolamento, dunque, che potrebbe essere sancito l’obbligo di informare i partecipanti alla seduta dell’esistenza delle telecamere, della successiva diffusione delle immagini e degli altri elementi previsti dalla legge sulla privacy. Nella stessa sede poi, si potrebbero specificare anche le ipotesi in cui eventualmente limitare le riprese per assicurare la riservatezza dei soggetti presenti o oggetto del dibattito. Ad esempio, nel caso di una seduta che delibera l’attribuzione di benefici a particolari categorie di soggetti e nel corso della quale potrebbero emergere dati sensibili, (salute, razza etc.). La diffusione delle immagini da parte della televisione locale può essere effettuata, ha chiarito l’Autorità, senza il consenso degli interessati (art. 25 l. 675/96 e codice deontologico sull’attività dei giornalisti), mentre non è conforme alla normativa, limitare il diritto di cronaca al solo ambito locale, a meno che il Comune non lo abbia previsto nel regolamento. Né si può impedire al giornalista di esprimere opinioni o commenti durante le riprese. Il Garante ha ricordato infine, che la legge sulla privacy riconosce al Consiglio comunale nel suo complesso e ai singoli componenti, la facoltà di esercitare alcuni diritti a tutela dei dati raccolti, in questo caso le immagini, come quello di poter visionare, anche prima della messa in onda, le riprese effettuate. 4) Appare poi inconsistente la motivazione che i consiglieri sarebbero intimiditi dalla videoripresa, in quanto il consiglio rappresenta un momento di discussione pubblica e un esercizio di democrazia e non una mera discussione tra privati. Se un consigliere è timido vuol dire che non è portato per esercitare pienamente il ruolo pubblico che riveste e non è obbligato da nessuno a fare politica! 5) Il gruppo garantisce la ripresa integrale delle sedute e la messa in onda senza nessun tipo di censura sulla nostra tv internet, piattaforma dalla quale chiunque può accedere gratuitamente e visionare il filmato. 6) Nel regolamento del Consiglio comunale pubblicato sul sito del Comune http://www.comune.vigasio.vr.it/comune/statuto.asp non vi è traccia del divieto di videoripresa; si desume che non sia aggiornato, ciò comunque è in contrasto con il Regolamento esibito nella seduta del CC di settembre 2008, quando è stato ordinato il sequestro temporaneo della apparecchiatura di videoripresa. 7) In quel Regolamento si ravvisa un abuso di potere in quanto l’articolo vieta le videoriprese senza addurre una motivazione specifica. L’unico divieto alla videoripresa nella prassi attuale dei Consigli comunali è stato adottato solo quando siano ravvisate situazioni di disturbo del normale svolgimento dell’adunanza pubblica, per la quale il presidente del CC può anche sospendere la seduta, oppure farla procedere a porte chiuse. Tuttavia il nostro gruppo che l’unico intento di fare informazione dal basso, attingendo direttamente le informazioni alle fonti, è sempre stato presente in silenzio alle sedute senza recare disturbo di qualsiasi tipo. Villafranca di Verona, 15 febbraio 2009 In fede. prof. Ivo Mondini


siamo in piena dittatuta.Quanto si attacca l'informazione la libera informazione siamo già in una fase di non ritorno. Quello che sta accadendo ad aiello nei primissimi giorni dopo la vittoria deve far pensare... ATTACCO AL CAPOLISTA DELLA PIGNA ed ADESSO ATTACCO ALL'INFORMAZIONE. LIBERTA' DI STAMPA, DI OPINIONE, LIBERTA' DI INFORMAZIONE, tutte negate in meno di una settimana. Ma è vero che al consiglio il sindaco non ha preso le distanza da QUANTO accaduto al leader di ADP???


cominciate bene

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