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I racconti di Sauro. Il Levantino

Quelli che leggerete sono scritti inediti; grazie alla cortesia degli amici di AmanteaNews.it posso farli conoscere. Si tratta di racconti che prendono spunto da favole, filastrocche o da situazioni immaginarie, con una “lettura” surreale e un po’ scanzonata e umoristica. Queste due vanno sotto il titolo di “Riletture”; ci sarà poi “Incontri” , e, se piaceranno, si continuerà. Grazie dell’accoglienza.

Sauro.

***

IL LEVANTINO

A chi visita Londra (a me purtroppo non è capitato) non può mancare un giorno a Kingsland Road  il quartiere turco; si ha l’impressione di essere a Costantinopoli, in quelle viuzze della vecchia città dove le botteghe che vendono di tutto, sono una accanto all’altra ed hanno un aspetto così invitante che non si può non entrarvi. Così capitò a me a Londra (per quanto non vi fossi mai stato). Entrai dunque e non mi accolsero alcuni signori che, seduti ad un tavolo in un angolo, bevevano (forse the) e fumavano le loro pipe.

Mi misi a curiosare e andai direttamente alla sezione (!)[1] dei libri. Poiché c’erano, in mezzo ad un gran ciarpame, anche alcuni rotoli che sembravano pergamene, mi misi dei guanti di gomma che per queste occasioni porto sempre con me, e cominciai a curiosare.

La mia ricerca sembrava guidata da una mano che accompagnava le mie; mi fermai davanti ad un rotolo che acquistai senza sapere cosa fosse. Il prezzo fu salato: 36£ e 8  pence.

Tornato che fui in Europa[2] sfeci i bagagli e iniziai a mettere ordine nelle cose che avevo comprato a Londra (città che mi è ignota). Ecco il rotolo: lo disfeci con cautela e mi trovai in mano una pergamena antichissima, ammalorata quanto mai. Era scritta in una lingua che non conosco, conoscendo solo l’italiano, ma i caratteri mi erano comunque ignoti; non erano cirillici né arabi né ebraici. Telefonai allora ad un mio conoscente armeno, tale Bogossian, che abita a Smirne e lo pregai di tradurmi quanto rimaneva del rotolo. Bogossian conosce tutte le lingue arcaiche dell’oriente e dintorni e fu lieto di aiutarmi. Impacchettai con estrema cautela la pergamena e la spedii a Smirne.

Passarono alcuni mesi e Bogossian mi rispedì il mio rotolo accompagnato da poche righe; eccole:

Caro Sauro, mi compiaccio con  te o, meglio, con la tua fortuna. La tua pergamena ha un indubbio valore storico; pensa che, se è autentica, si tratta di una lettera che San Giovanni (quello dell’apocalisse) scrisse ad un suo amico e fratello di fede  e piega lui come e qualmente l’apocalisse altro non è che il vostro “girotondo”. Ti trascrivo ciò che sono riuscito a tradurre – è in aramaico -  (le parentesi tonde contengono aggiunte mie). La prossima volta mi aspetto qualcosa di meglio.  Per  una tua migliore lettura del documento te ne faccio una scheda. Ho notato che il testo è a “più mani” deve trattarsi di una copia coeva, però,  al manoscritto originale; perché tu apprezzi le differenze che ho notato ho trascritto con diversi caratteri.

Ti saluto con affetto. Bogos.



[1] Termine quanto mai improprio in una bottega di quel genere dove tutto è ammucchiato su tutto.

[2] Quando la nebbia non permette la navigazione  nella Manica, gli inglesi usano dire che l’Europa è isolata.

 

Per continuare a leggere il racconto clicca qui e scarica il pdf.

14/11/2011
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