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Magli alla contro biennale

L’Arte italiana in una contro biennale tra gli artisti partecipanti anche un Aiellese

SI CHIAMA progetto “Esserci - Padiglione Italia”. Ed è una iniziativa che parte da Milano per affermare la vitalità dell’arte nostrana. In pratica, una forma di contro Biennale per far riflettere sulla “quasi totale assenza dell’arte italiana” dalla 51^ edizione della mostra veneziana, curata dalle spagnole Maria de Corral e Rosa Martinez.

I promotori, che hanno formato un comitato che si chiama “Moceri e Mocisarai” con un proprio sito internet (www.padiglioneitalia.com), sono una ventina tra artisti, pensatori liberi, galleristi, giornalisti, musicisti, amatori e collezionisti, tra cui Philippe Daverio, noto esperto e critico d’arte italiana del XX secolo e conduttore di programmi culturali su Rai 3; ed il gallerista Jean Blanchaert.

Aperta al pubblico dall’11 giugno scorso nella chiesetta di San Gallo, vicino piazza San Marco, la mostra - finissage prossimo 9 luglio - consiste nella esposizione di opere (o riproduzioni fotografiche), una sorta di ex voto in formato 13 x 17 cm, di circa 500 artisti di tutta Italia. Un mega mosaico metaforico dell’arte italiana per dire no “ad un sistema che non dimostra rispetto per la produzione artistica nazionale” che invece è molto dinamica.

Tra i 500 e più artisti partecipanti (che di giorno in giorno vanno aumentando), direttamente contattato da Jean Blanchaert, c’è Francesco Magli, pittore e scultore di Aiello Calabro (Cs). L’artista, che da almeno un trentennio vive e lavora a Milano (d’estate però, da qualche anno, vive e lavora nella cittadina tirrenica dove ha lo studio in Scesa Lavatoio 15), alla contro mostra veneziana è presente con una opera del periodo dei “panettoni”.

Magli, come qualcuno ricorderà, oltre a legare la sua notorietà alla figura dello "zampognaro", simbolo di valori di comunione e di calabresità, che dipinge nelle sue tele o forgia nell’argilla, in particolare intorno agli anni 70-80, è pure famoso per essersi reso protagonista di un gesto d’arte che all’epoca fece scalpore. Stanco del grigiore di quella città tentacolare e per protestare contro la politica degli sfratti del comune meneghino, il 14 luglio del 1984 (anniversario della presa della Bastiglia), armato di colori e pennello, dipinse i panettoni spartitraffico di piazza della Scala. L’episodio non passò inosservato ai Vigili che lo multarono, reo di aver “imbrattato” quei blocchi di cemento. Da allora la sua attività artistica e sociale continua senza sosta.

A lui, in occasione del sessantesimo compleanno (è nato ad Aiello il 17 giugno del 1945), facciamo i migliori auguri per una carriera artistica sempre piena di soddisfazioni.

Burno Pino
16/06/2005

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Fonte: http://www.aiellocalabro.net/expo/aiello-calabro/aiellesi/magli-alla-contro-biennale.aspx
Data: lunedì 16 settembre 2019 - 14:28:55