AIELLO CALABRO, Cs - Lo stato di conservazione dei luoghi di culto della cittadina e molti beni artistici in essi conservati non versano, purtroppo, in buone condizioni. Parliamo, in particolare, della chiesa Matrice di Santa Maria Maggiore, le cui strutture ‘400esche, come fa notare lo storico dell'arte Gianfrancesco Solferino, «patiscono l'umidità, sia interna che esterna, lesioni strutturali anche di particolare gravità, nonché la mutilante presenza di intonaci e rifacimenti ‘900eschi che impediscono la lettura della possente costruzione rinascimentale».
Ancor più grave, per Solferino, la situazione delle cappelle radiali, «ormai ridotte inverosimilmente - segnala - a depositi malsani e infestati dai topi, degli arredi lignei superstiti, tra cui alcune interessanti statue». Come pure l'Archivio parrocchiale e i volumi ‘7-800eschi del fondo ereditato dall'Arciprete Solimena, attualmente coperti da muffe e funghi maleodoranti.